Ok, la citazione è di Sex and the City ma rende il concetto.

Ci sono uomini, e sono tanti, ai quali il sesso orale praticato alla partner non va proprio giù e quindi o si esprimono in rare e disastrose performance oppure si negano rigorosamente scatenando il putiferio in camera da letto.

I motivi di questo rifiuti sono molteplici: ad alcuni non piace proprio l’organo femminile (se non per infilarci il proprio missile), altri trovano che emani un odore sgradevole e che infilarci la lingua sia oltre modo disgustoso (poi magari si fanno succhiare il gioiello senza passare prima da un bidet) e diversi (e sottolineiamo diversi), ritengono che “abbassarsi” a leccare la micia a una donna sia un atto di disdicevole e inaccettabile sottomissione (che da macho non trova alcuna giustificazione).

Insomma: la questione è davvero spinosa e pare andare ben al di là del “questo mi piace” e “questo no”.

Va pure detto che molte donne non sono delle campionesse nel rendere invitante questa pratica sessuale: scarsa igiene, depilazione risalente al cretaceo, e scarsa fantasia nel proporsi in maniera da eccitare il partner.

Ma nel caso tutto sia a posto (igiene, estetica e libido), cosa fare se proprio lui, là sotto, non ci va volentieri?

Qui la faccenda è seria perché, come abbiamo visto sopra, può includere motivazioni puramente psicologiche: pare che vi siano uomini che, al di là di considerare disdicevole mettersi in ginocchio o tra le cosce di una donna, abbiano letteralmente paura della vagina!

Penetrarla ritmicamente e pure rozzamente è un conto, trovarsela di fronte e doverla adulare è un altro.

Sorvoliamo su questi casi, augurando alle gentili partner di codesti ottusi di trovare ben presto un amante tout court del cunnilingus e accessori, mentre per tutti gli altri andiamo a precisare quanto segue.

Alcuni uomini, soprattutto giovani, spesso disprezzano ciò che non conoscono, a causa di inesperienza o di cattiva esperienza; sta quindi alla donna cercare di invogliare il proprio partner a fare un tour, magari le prime volte guidato, nelle recondite stanze del piacere.

Biancheria sexy, una toelettatura ineccepibile, alcune gocce di profumo nelle fossette dell’inguine, dove il calore ne favorisce la fragranza, e un sano, giusto e inequivocabilmente paritario scambio di servizi.

Avete capito?

Io mi occupo del tuo birillo amabilmente, poi tu impari come si deve ad occuparti della mia micia.

Non c’è nulla di male, tutt’altro!

Potrebbe essere anche un buon modo per fare sesso, perché non è detto che finiti i servizi non si possa ricominciare sui compiti più complessi!