Qual è l’argomento più bannato sui social, quello che porta le persone a diventare censori implacabili (pur nascondendo magari le più folli perversioni) e i commentatori più agguerriti?

Il sesso. 

Non stiamo parlando di disturbi riconosciuti dalla moderna psichiatria (avversione sessuale e ripugnanza nei confronti dell’attività sessuale), ci riferiamo invece a un problema molto più subdolo e che riguarda la morale (se così vogliamo chiamarla).

Perché se possiamo anche rimanere indifferenti o quasi a immagini che ritraggono violenze su persone o animali, al contrario un bel culo, una scollatura generosa o una posa provocante, ci fanno gridare subito allo scandalo.

Ma cosa effettivamente ci disturba?

Nel corso della storia ci si è abituati a livelli crescenti di immagini violente: dai cadaveri stesi in strada coperti da lenzuoli bianchi si è passati a scene ben più cruente e che implicano situazioni veramente vergognose (omicidi, violenze di ogni tipo, stupri, e via di questo passo).

Ci si indigna per i fatti in sé, ma si passa oltre e nessuno si prende la briga di segnalare come indecente ciò che ha appena visto e commentato.

Cosa si nasconde invece dietro all’immagine di una bella e provocante donna o di una coppia che si abbraccia e si scambia effusioni? Qualcosa che evidentemente fa emergere il bacchettone che c’è in noi.

Se da un lato ci sono persone che con il sesso hanno un pessimo rapporto dovuto a educazione troppo rigida o a traumi più o meno gravi, dall’altro c’è chi considera il sesso ancora come qualcosa di sporco, disdicevole e comunque da non sbandierare ai 4 venti.

Ma cosa c’è di più naturale e spontaneo del desiderio sessuale, oltre tutto alla base della vita?

Non si tratta di spezzare una lancia a favore di immagini sconce, per carità, bensì si tratta di riconoscere che ancora oggi, nel 2020, le censure più aggressive e talebane avvengono nei confronti di immagini che stuzzicano l’immaginazione sessuale.

Fa più paura il potere evocativo di quello esplicito, questo è quanto.

E poi diciamocelo, ci sono culi di serie A e di serie B: quelli di serie A appartengono a Vip e a famose influencer e ben vengano, quelli di serie B, anonimi e semplicemente evocativi di un testo che li accompagna, rappresentano il demonio.

Qualcuno infine fa una gran confusione tra pornografia ed erotismo: se la prima è a tutti gli effetti una mercificazione del sesso, il secondo ne è la celebrazione.

Non pensate ci sia una bella differenza?

Per cui SuperMinkia si scusa con i benpensanti se per caso ha urtato la loro sensibilità ma soprattutto la loro elevatissima morale, e invita tutti gli altri (i simpatizzanti) a non mollare: perché siamo duri che durano;)