Qualcuno potrebbe sorridere, ma la questione è seria: viviamo in un mondo che si muove velocissimo, dove le giornate lavorative sono interminabili e occorre, per mantenere un minimo di vita sociale, ottemperare a incontri e impegni nel dopo lavoro.

In tutto questo frenetico movimento, spesso a pagarne le spese è il sesso, relegato, bene che vada, al weekend.

Costretti come siamo agli orari e alle agende, alcuni studiosi hanno analizzato il problema, giungendo alla conclusione che per alcune coppie è fondamentale programmare il tempo in cui poter fare sesso.

Così, se il 98% degli adulti sessualmente attivi afferma di programmare raramente l’attività sessuale, il 98,3% di coloro che invece lo fanno si dichiara assolutamente soddisfatto.

Ma la pianificazione non rischia di uccidere il desiderio?

In realtà coloro che hanno provato a mettere in agenda almeno un paio di X a settimana, sono rimasti piacevolmente sorpresi nel constatare il successo della programmazione, traendone non solo grande piacere, ma scoprendo di non poter più fare a meno di quello speciale appuntamento.

Una delle donne che si è sottoposta insieme al partner al progetto pianificazione del sesso, ha affermato di non utilizzare il termine programmare, bensì quello di pensare in anticipo.

Ad esempio, in previsione di un’assenza prolungata per lavoro del marito, la donna mette in agenda i giorni del sesso, ricorrendo anche a prenotazioni alberghiere per lasciare i figli a casa con la nonna.

Vi sono alcuni che invece ricorrono alla programmazione quando il ritmo del lavoro diventa pesante e si accorgono che sono trascorsi più di 4 giorni dall’ultimo rapporto: un modo molto pragmatico per gestire la vita di coppia, ma che pare funzionare nella maggior parte dei casi.

Insomma, non vi sarebbe nulla di sbagliato nel pensare al futuro e visto che il sesso è parte fondamentale di una relazione sana, ne vale la pena.