Ormai è cosa risaputa: le donne, a differenza degli uomini, nel corso di una relazione prima o poi perdono il desiderio e l’interesse per il sesso, arrivando addirittura a trovarlo noioso.

Ma se questo dato di fatto potrebbe aiutare entrambi i partner a essere più realistici rispetto alle rispettive vite sessuali, affrontando con serenità e un minimo di accettazione i cambiamenti, in realtà rappresenta uno dei motivi per cui l’uomo tradisce o addirittura finisce per lasciare la partner.

All’inizio il coinvolgimento è massimo, i sensi sono a mille, le fantasie sessuali infinite e spesso realizzate, poi improvvisamente qualcosa rallenta, fino a spegnersi, anche come conseguenza ai musi lunghi in casa o alle recriminazioni.

Un uomo non capisce ad esempio che il fatto che la propria donna-amante a un certo punto della relazione risulti meno interessata a ripetere gli stessi giochi sessuali, non significhi necessariamente tradimento o inganno, bensì semplicemente cambiamento.

«Ah ma io non sono assolutamente cambiato!»: ne siete davvero certi?

Un’occhiata alla forma fisica, un ripasso delle vostre tecniche d’approccio e alle astuzie romantiche che vi hanno resi dei playboy, potrebbe rivelare che qualcosa è andato perso pure per voi maschietti.

Intanto fisiologicamente è provato che la donna ormonalmente subisce il trascorrere del tempo in maniera più invasiva e che per riprodursi non necessariamente debba provare un orgasmo (a differenza dell’uomo).

I teorici dell’evoluzione affermano a questo ultimo proposito che l’uomo mantiene elevato il desiderio per essere in grado di avere molti discendenti, cosa che non accade ovviamente nella donna che, con la menopausa, perde questa possibilità.

Ma vi è di più: i cambiamenti ormonali che si verificano quando le coppie passano dallo stadio iniziale appassionato, allo stadio cosiddetto più amorevole e meno sessuale, sono evidenti ma ancora non completamente risolvibili.

Il mantenere viva la scintilla sicuramente aiuta nel posticipare questo down tipicamente femminile, ma credere di poter avere a lungo l’elevato livello di eccitazione che si prova nei primi mesi di una relazione, è quanto meno poco realistico.

Insomma, non è una questione quindi di noia o di mancanza di stimoli efficaci, ma pare sia legata a fattori evolutivi ben precisi.

Certamente quando un individuo ha fatto sesso con il proprio partner nel corso di molti anni, occorrono creatività e apertura per mantenere le cose ancora fresche ed eccitanti, bisogna trovare il tempo per stare insieme e di mantenere la propria vita sessuale come parte importante della relazione, senza pretendere però le faville dei primi mesi.