Non che non si sapesse: i capezzoli sono da sempre noti per essere una delle zone più erogene del corpo umano, sia maschile che femminile.

Quello che invece la scienza ha dimostrato, è che dalla loro stimolazione può scaturire un orgasmo, il cosiddetto orgasmo dei capezzoli, diverso da quello del clitoride, vaginale o anale.

In realtà, tengono a precisare gli esperti, l’orgasmo dei capezzoli è un evento piuttosto raro e legato alle specificità di ognuno: basti considerare che se da un lato ci sono persone che si eccitano tantissimo se solo vengono sfiorate in quella zone, ve ne sono altre che detestano essere toccate proprio lì.

Tuttavia, sottolineano i sessuologi, tentare non nuoce e comunque potrebbe essere un’esperienza molto piacevole e intrigante (ammesso che non rientrate ovviamente nella categoria di coloro che non vogliono che i loro capezzoli vengano sollecitati).

Le statistiche in ogni caso mettono le donne al primo posto per orgasmi raggiunti con la stimolazione dei capezzoli, quasi che la pratica sia a maggior beneficio del sesso femminile.

Ma c’è di più: una recente ricerca che si è basata su scansioni cerebrali di donne che si toccavano clitoride, vagina e capezzoli, ha dimostrato che il cervello pare non conoscere, per alcuni soggetti, la differenza: insomma, il piacere è lo stesso.

Con la punta delle dita, con la lingua, con entrambe, titillando, succhiando o sfiorando, perché non provate?