I francesi lo chiamano la petite mort (la piccola morte), indicando quel momento, l’orgasmo, durante il quale il cervello, inondato da una forte sensazione di piacere, è come se si spegnesse.

Ebbene, in realtà è tutto il contrario, come hanno dimostrato alcuni neuropsicologi che hanno effettuato una incredibile ricerca, condotta utilizzando la risonanza magnetica per misurare il flusso sanguigno e l’attività neuronale del cervello durante un orgasmo.

Sì, avete capito benissimo: coloro che hanno partecipato a questo esperimento hanno fatto sesso o si sono masturbati dentro a macchinari, sotto lo sguardo attento dei ricercatori.

Quel che è emerso è che il cervello si accende dal momento in cui inizia una stimolazione genitale e in particolare è il sistema limbico che si attiva, quello per capirci che controlla l’istinto, l’umore ,le emozioni di base come la paura, il piacere, la rabbia e pulsioni come la fame o il sesso.

Dopo il sistema limbico, quando i giochi si fanno più decisi, si accendono l’amigdala, quella porzione del cervello responsabile della funzionalità sessuale, e l’ippocampo, deputato alla memoria a lungo termine e a portare avanti fantasie, desideri e sensazioni provocate dall’ambiente, come profumi, odori, la luce delle candele, etc.

Ecco perché l’atmosfera gioca un ruolo fondamentale in un incontro di sesso!

Mentre tutte queste aree del cervello si accendono, generalmente ci si sente più sicuri e più audaci, le insicurezze tendono a sparire insieme alle inibizioni: questo è quello che fa la corteccia orbitofrontale laterale, quella che controlla il processo decisionale e che ci accompagna letteralmente all’orgasmo.

L’abbassamento delle difese infatti, e quindi del potere decisionale, favorisce l’allontanamento di ansie, preoccupazioni e pensieri negativi, lasciando spazio al piacere.

Ma c’è di più: la corteccia cingolata anteriore e quella insulare si illuminano, inibendo le sensazioni legate al dolore.

Mai scoperto lividi o ferite dopo un amplesso? Ecco, dopo, non durante, perché la tolleranza al dolore aumenta: morsi, sculacciate, frizioni contro il muro o semplicemente posizioni decisamente scomode, spariscono d’incanto e voi desiderate solo una cosa, godere!

Il cervelletto infine aumenta la tensione muscolare e spesso fa contrarre il volto proprio nel momento dell’orgasmo; il cervelletto, responsabile del funzionamento motorio, è collegato ai grandi nervi che attraversano il corpo e quindi interviene provocando spasmi più o meno pronunciati.

E quando c’è il boom?

Il viso si arrossa, il respiro si fa sempre più affannoso, la frequenza cardiaca aumenta e l’ipotalamo è più illuminato di un albero di Natale: ci siamo, l’esplosione di piacere avviene e, subito dopo, tutto magicamente rallenta.

L’ipotalamo rilascia ossitocina e serotonina che provocano contrazioni ai genitali seguite da una avvolgente sensazione di benessere e di calore, perfino di sonno.

In particolare l’ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore, è quello che crea il bisogno irresistibile di coccole: dopo il suo rilascio e quindi dopo l’orgasmo, si ha voglia di stritolare di abbracci il proprio partner!

Infine: il sesso può dare dipendenza al cervello.

Pensateci: tutte quelle endorfine che stimolano l’umore, fanno sentire re e regine, portano euforia, beatitudine e motivazione, sono una vera e propria droga per il cervello, che ovviamente ne chiederà sempre di più!

I ricercatori non sono ancora sicuri al 100% del perché gli esseri umani provino orgasmi: insomma, qual è lo scopo biologico? Creare legami duraturi? Essere una ricompensa per aver compiuto un atto specifico per la procreazione? Evolutivamente parlando è tutto ancora un mistero, ma nel frattempo, intanto che qualcuno si fa domande in attesa di risposte, meglio dedicarsi al piacere!