Le tradizionali (e superate) favolette su api e uccelli hanno fatto più danni e creato più confusione rispetto a un discorso chiaro e con termini appropriati: stiamo parlando di educazione sessuale e di come soprattutto le ragazze vengano male o per niente informate sul tema.

La riprova è il risultato di uno studio effettuato dallo psicoanalista Joyce McFadden, il quale, intervistando 450 donne sui diversi aspetti della sessualità, ha scoperto che la maggior parte di esse avrebbe desiderato un insegnamento più diretto sul tema del sesso.

Non parlare liberamente del sesso, afferma poi McFadden, fa apparire questo come una cosa proibita, sporca e di cui ci si debba vergognare; il silenzio circa la sessualità femminile viene invece assorbito dalle future donne in modo negativo, minando, talvolta irreparabilmente, la possibilità di vivere il piacere senza tabù.

Tra gli argomenti che ogni giovane donna merita di conoscere sul sesso, vi è la masturbazione, sulla cui cattiva reputazione la storia è piena con credenze e leggende che la fanno apparire come un comportamento anormale.

Dopo la masturbazione, l’argomento mestruazioni è in assoluto quello meno trattato, cosa che ha provocato in molte ragazze sentimenti di paura e di confusione nel momento in cui sono apparse per la prima volta; il corpo femminile deve essere presentato con dovizia di particolari, affinché avvenga una serena transizione nell’età adulta.

L’estetica è la tematica che interessa anche i giovani ragazzi, laddove la bellezza proposta nelle campagne pubblicitarie e nelle riviste non solo è qualcosa di irraggiungibile, ma rende la normalità un autentico handicap; maggiore sarà la valorizzazione della singolarità di ogni corpo, migliore sarà la sessualità di ogni persona.

La terminologia che si utilizza durante la pseudo educazione sessuale che si riceve da piccoli, è anch’essa fonte di problemi e confusione; il termine vagina, per esempio, viene impiegato per indicare tutto l’apparato genitale femminile, dimenticando quindi vulva, utero e clitoride.

Insegnare i corretti nomi dei genitali, precisa lo psicanalista, aiuta a una miglior comprensione del funzionamento del proprio corpo. 

La maggior parte dei giovani uomini pensa ancora che il piacere della donna risieda nella vagina, non conoscendo affatto l’importanza (e l’esistenza) del clitoride.

Infine, retaggio di una cultura decisamente arcaica, l’idea che solo l’uomo possa trarre godimento dall’atto sessuale, è stata la rovina per la maggior parte delle donne, cresciute con la convinzione che essere appassionate, provare eccitazione, desiderare il sesso, fossero tutti sentimenti appartenenti al mondo del peccato.

E in epoca di industria 4.0, varrebbe la pena rilanciare l’educazione sessuale, ma partendo dal numero 1, ovvero dalle basi.