No, non stiamo parlando di curvature dello spazio.

Scientificamente si chiama Malattia di La Peyronie ma tecnicamente è definito semplicemente pene ricurvo e provoca non pochi imbarazzi e preoccupazioni.

Chi ne soffre infatti si trova sul più bello, ovvero in piena erezione, a fare i conti con una curvatura che, oltre a essere esteticamente anomala, è causa di difficile o dolorosa penetrazione, eiaculazione precoce, disfunzione erettile, fino ad arrivare all’evitamento di ogni attività sessuale.

Insomma, in poche parole, se il pene si curva, tanto vale non mostrarlo troppo in giro.

Ebbene, cari amici dal pene ricurvo, sappiate che siete in tanti (no, non fa mal comune mezzo gaudio, ma almeno evitate di sentirvi mosche bianche) e che esistono soluzioni al problema.

Quella del pene ricurvo può essere una patologia congenita, vale a dire presente fin dalla nascita, ma anche acquisita, ossia derivante da micro traumi che si sono verificati durante coiti molto violenti e che hanno provocato lo sviluppo di tessuto cicatriziale in grado di alterare la forma del pene.

In tutti i casi esistono farmaci da iniettare in grado di sciogliere letteralmente quel tessuto, fino ad alleviare la curvatura, che rimarrà sempre presente ma, e questo è importante, sarà sempre meno accentuata.

L’importante, dicono gli esperti, è agire con tempestività, affinché la formazione fibrotica non diventi troppo dura e sia necessario quindi un intervento chirurgico, più invasivo ma, almeno, totalmente risolutivo: grazie a un’operazione di circa un’ora, il chirurgo raddrizzerà il vostro strumento di piacere che potrete con gioia riutilizzare dopo 6 settimane.

Diverso è il caso in cui la curvatura del pene dipende da patologie più complesse, come il diabete e l’ipertensione: qui si tratta di prendere in mano la propria vita e di darsi una bella regolata.

Attività fisica, dieta equilibrata e visite mediche appropriate vi rimetteranno in sesto (voi e il vostro pene).