Lo dice la scienza ma il termometro più attendibile è quello degli italiani: con il Covid si fa meno sesso, si provano meno orgasmi (e quindi è diminuita anche la masturbazione), ci si bacia di meno e si litiga di più.

Nello specifico il protrarsi del lockdown, la improvvisa convivenza h24 tra le stesse mura e, per molti, la chiusura di asili o scuole e quindi la gestione di figli in DAD, ha accentuato le tensioni nella coppia, facendo calare drasticamente i momenti dedicati al sesso, anche quello individuale.

Ma a calare sono stati in generale anche i gesti di affetto, il toccarsi, l’abbracciarsi, il baciarsi, come se l’affrontare una nuova routine quotidiana avesse totalmente stravolto la libido di ognuno.

A pesare sui nuovi comportamenti sessuali degli italiani ha inciso sicuramente anche il lavoro a casa, da dove spesso e volentieri ci si collega con Zoom o altre piattaforme analoghe per proseguire le proprie mansioni professionali: l’apertura di una finestra sul mondo per effetto del telelavoro pare abbia reso ancora più fragili gli equilibri famigliari e di coppia.

E che lo smart working sia negativo per il sesso lo dice anche un rapporto che mette al primo posto per libido e rapporti sessuali coloro che svolgono ancora mansioni fuori di casa, come i costruttori, gli operatori dell’edilizia, gli agenti immobiliari e tutti coloro che, per ovvi motivi, non possono svolgere il lavoro al proprio domicilio.

Come rimediare?

Intanto separando se possibile gli spazi di lavoro, poi evitando contatti negli orari in cui si è operativi, simulando in un certo senso, quello che accadeva prima dello smart working, quando entrambi stavano almeno 8 ore fuori casa, e infine decidere insieme l’orario di stop, quello dopo il quale è proibito lavorare, parlare di lavoro o anche solo pensarci.

Insomma, si tratta di ristabilire nuove regole per riaccendere la fiamma.